lunedì 15 novembre 2010

Milano Pavia by Ciccio & Pani




Non so cosa sia successa ieri. Se non fosse per i dolori alle gambe che mi hanno torturato tutta la notte direi di avere semplicemente sognato...

E dire che mi ero svegliato a fatica dopo un sabato sonnolento e svogliato. Insomma sino alla partenza non avevo grandi obiettivi per la Milano-Pavia. Ero però molto curioso di vedere come sarebbe andata dopo avere cambiato metodologia di allenamento e approccio nutrizionale; dopo una dozzina di maratone quasi tutte uguali sarebbe cambiato qualcosa. In meglio o in peggio in poche ore lo avrei saputo.

Sotto il gonfiabile mi piace scherzare coi compagni Porticina, siamo gli stessi 4 moschettieri del torrone di Cremona, ed andare a incoraggiare gli amici villasantesi alla loro prima maratona: hanno lo spirito giusto, stanno per vivere momenti indimenticabili, sono contento per loro!

Partiamo. Da subito Ciccio ed io ci assestiamo sul piede dei 4.30. Siamo al solito partiti più veloce di ogni pianificazione tattica, lo sapevamo. Nei primi km la frequenza è insolitamente alta, si assesta dopo il cavalcavia. Ricordo bene l'edizione del 2009, mi sembra di averla corsa non un anno fa ma molto recentemente. Mi incoraggia molto percepire di stare facendo meno fatica dell'anno scorso, quando l'avevo fatta tutta col fiatone. Qui mi sento in massimo controllo.

Al passaggio all'altezza della partenza della Classica faccio il punto della situazione: mi sento benissimo. Ciccio è un metronomo infallibile, scandisce un ritmo perfetto. Stavolta è lui a chiamare un pit stop, ne approfitto anch'io.

Entriamo nella terza decina di km, di solito per me la più noiosa. La vivo a ritmo costante, in attesa di vedermi venire incontro il Cameriere a presentarmi il conto di un avvio folle. Al trentesimo ricordo bene i metri dell'inizio della mia crisi del 2009, ma questa volta niente. Il ritmo è sceso tra i 4.40 ed i 4.45, le gambe cominciano a dolere, ma è ancora sopportabile. Ciccio rallenta un attimo per passarmi dell'acqua. Stiamo stringendo i denti e cominicia il balletto dei "vai se ne hai" "ma dove vuoi che vada", "mi raccomando vai" eccetera. Al 32 Ciccio rallenta, io vado avanti costante, la gara è ancora lunga, mettiamo fieno in cascina.

I km del Cameriere scorrono insolitamente tutto sommato normali. Ogni tanto qualcuno mi affianca e supera. Spero tanto che sia Ciccio. Ad un certo punto al 39 eccolo affiancarmi. Grande! Ora è lui a tirare sullo slancio. Non ne abbiamo per parlare, sappiamo solo che stiamo davvero facendo un'impresa. Procediamo affiancati, appena uno ne ha rilancia l'azione, che fatica, ma che bello andare così alla fine di una maratona. Ad un km dalla fine dopo un paio di curve Ciccio prende vantaggio lo imploro di andare senza curarsi di attendermi, ma lui mi incita a raggiungerlo, vuole arrivare insieme! Questo mi da uno sprone incredibile a volare come un pazzo sul selciato finale. Vedo negli ultimi metri Isabella e Margrethe, il loro incitamento è il propellente per lo sprint. Alla fine senza accordi Ciccio ed io arriviamo prendendoci per mano. E' un onore finire così la mia corsa più bella. Dopo l'arrivo non capisco più niente, il tempo, 3.15.44, mi dà letteralmente le vertigini. Ci raggiunge la famiglia. Disfatti ma felici ci uniamo alla processione dei penitenti sul ponte coperto e guadagnamo ristori e spogliatoi.

Mi spiace non restare a Pavia ad attendere gli altri, ma Isa reclama per tornare a casa. Vengo aggiornato via sms: anche oggi 4 BP! E i villasantesi hanno chiuso alla grande anche loro! A casa sono in piena adrenalina, faccio e disfo sull'onda dell'entusiamo. Solo alla sera mi finisce l'autodoping e preda di dolori sempre più lancinanti mi butto nel letto. Stamane sono claudicante all'estremo (caviglia gonfia e muscoli deflagrati in ogni fibra) ma al settimo cielo. Che Dono avere questa passione ragazzi!

1 commento:

  1. Che coppia...!
    E a guardare i tuoi bpm Pani puoi ancora osare molto !
    L'imperativo è custodire il Dono !

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