
Altrochè alla Keniana, ieri si è inaugurato l'approccio kamikaze alla maratona. Approccio insano che porta a migliorare i PB a carissimo prezzo, con la fatica ed il dolore che spengono sul nascere ogni focolaio di soddisfazione nelle prime ore dopo l'arrivo.
Il resoconto di ieri è estremamente semplice: primi trenta km a tutta in allegra spensieratezza e disprezzo della sicura catastrofe, poi arriva qualcuno che strappa brutalissimamente la spina dalla presa e ci si trascina nella sofferenza per interminabili 12 km. Un solo esempio: fermarsi a fare stretching a 500 metri dall'arrivo...
Poi però si arriva, si ritrovano Ciccio e gli altri Porticina, c'è la famiglia che si prende subito cura del Dorando Barcollante, si va a sbranare una pizza, si fanno due risate e si conclude che ne è valsa la pena e non si vede l'ora di rimettersi un pettorale 42k!
Due perle, oltre al tempone: Margrethe che mi affianca correndo col passeggino sul ponte di Castelvecchio come se fossi sul Pordoi (spero proprio di trovare qualche foto) e lo sprint per aggiudicarmi a tradimento l'intermedio sulla mezza...