lunedì 15 novembre 2010

MILANO-PAVIA 42K 2010 - che fatica insieme!



Non so da che parte cominciare a raccontare una giornata veramente unica che ricorderò a lungo. Partirò dall’inizio, cioè 2 mesi fa circa … il calendario è stabilito, la prima maratona dell’anno scolastico 2010/2011 sarà la MI-PV già corsa l’anno prima con l’immancabile Pani al mio fianco, e già teatro di un impresa ancora ben viva nei nostri ricordi. Questa volta pianifico gli allenamenti con precisione certosina, mi faccio affascinare dalle teorie del dott. Albanesi sui lunghi alimentari per non inciampare nel muro della crisi del glicogeno, ci studio sopra, le faccio mie e così cominciano le domeniche di sacrifici, 30, poi 35 fino a 38k all’alba e a digiuno di carboidrati. Tutto funziona bene, solo un piccolo stop a fine settembre per il riacutizzarsi del dolore alla bendeletta del ginocchio sinistro. Salto una settimana di allenamenti, l’infortunio dell’inverno scorso mi ha insegnato molte cose, per fortuna il cammino è ancora lungo. Nel frattempo partecipo alla mezza di Monza e alla mezza di Cremona, ogni volta demolendo il mio personale. Mi sento veramente bene, gli allenamenti cominciano a dare i loro frutti, sono veramente curioso di vedere come andrà in maratona. Due settimane prima della partenza però avverto un fastidio sotto il piede destro, potenziale fascite plantare. Non è dolore ma è un fastidio ben presente e costante. Mi spavento perché so che per curare una fascite plantare ci vogliono mesi di stop, e comincia la tempesta del dubbio, partecipare o no alla maratona? Arriva la domenica della gara, digerisco male la sveglia all’alba, anche la colazione si ferma nello stomaco più del dovuto, so di aver fatto per bene i compiti questa volta, ma sento che mi manca la rifinitura delle ultime settimane per colpa del piede. Per fortuna il fastidio al piede si è molto ridimensionato e non sono preoccupato più del dovuto.


Rispetto all’anno precedente alla partenza ci sono due tende spogliatoi, i vc chimici e addirittura il servizio massaggi, siamo in 400, un po’ di più dell’anno precedente, il clima questa volta è più simile ad una gara piuttosto che ad un allenamento di gruppo.


Alle 8.30 puntuali si parte sotto una fastidiosa pioggerellina. Ovviamente dopo solo due falcate saltano tutti i piani tattici delle settimane precedenti, impostiamo un ritmo a dir poco folle attorno a 4.31 min/k che teniamo praticamente costante fino al 23k (a parte la sosta tecnica/fisiologica del 20k). Siamo perfettamente consapevoli di tenere un ritmo troppo veloce, ma consapevolmente continuiamo così. Più volte il Pani mi domanda cosa facciamo? Io ogni volta rispondo ormai!... A Cremona avevo pescato dal cilindro la giornata perfetta, oggi invece sin dalla sveglia sentivo che non sarebbe stato lo stesso. Già al 23k mi sento stanco, sicuramente per il ritmo troppo sostenuto ma patisco molto l’umido e la pioggia, ho le gambe dure per il freddo già da alcuni k. Smetto di parlare (di solito lo faccio al 30K…). Inavvertitamente e lentamente il ritmo sale prima a 4.35 poi a 4.40. Sulla carta sarebbe comunque perfetto, ma sono le sensazioni che sono negative. Guadagno a fatica il 30k, il Pani rimane leggermente attardato al rifornimento per colpa di uno che, pensando forse di essere al bar, si era fermato al centro del tavolo a fare provviste in stile aperitivo … Lo aspetto per passargli l’acqua così ne approfitto per tirare un po’ il fiato. Al 32k (o forse al 33k non ricordo bene …) mi arriva come un colpo di sonno. Mi sento veramente stanco. Non è il solito cameriere che stacca la spina improvvisamente, rallento ma non tracollo, lo stomaco si ribella con piccoli crampi, novità assoluta per me, forse il freddo. Lascio sfilare il Pani incoraggiandolo con il poco fiato che mi è rimasto, faccio un paio di k a 4.50/4.55. Al ristoro successivo il tè caldo (o meglio tiepidino) fa miracoli, i crampi allo stomaco passano. Mi riassetto sul ritmo di prima a 4.40/4.45, vedo il pani davanti a me a 20 secondi circa che non molla, lo vedo bene, il distacco rimane costante. Mi piacerebbe avere una corda e prenderlo al lazzo in stile Tom e Jerry per raggiungerlo, so che se lo raggiungessi una parte delle sofferenze sarebbe alleviata. Mi concentro, raschio il fondo del barile dell’orgoglio e con una fatica al di sopra di ogni pensiero e dell’umana fattibilità, in piena crisi, allungo il passo di oltre 10’’ a k. Vedo il distacco diminuire, mi ritrovo a correre a occhi chiusi, dal mio corpo non sento più nulla. Quando dopo due k circa raggiungo il Pani per me la gara è finita, ormai in sua compagnia non posso più mollare. Siamo al 39k il ritmo è sempre lo stesso attorno a 4.45, comincia un tira e molla come se ci stessimo giocando la vittoria, non capisco se sono io che rallento o è il Pani che accelera, in realtà sono timidi ed inefficaci tentativi di rilanciare l’azione; i calcoli sono difficili in queste condizioni ma sentiamo che il traguardo delle 3h15’ è alla portata. Entriamo in Pavia, salto sulle aiuole pur di guadagnare anche solo pochi metri, il cartello dei 41k come al solito fa miracoli ma questa volta non c’è più un briciolo di energia da consumare per lo sprint finale, il ritmo cardiaco non è alle stelle forse perché è rimasto anche poco sangue da pompare. Per via delle gambe più lunghe rispetto al Pani potrei forse allungare di qualche secondo in discesa, ma non voglio togliermi la gioia di tagliare il traguardo insieme a lui, dopo una maratona che ha avuto il sapore dell’odissea. Tagliamo il traguardo ed il cronometro segna 3h15’44’’, che soddisfazione!!! Cosa abbiamo realizzato!!! Ci abbracciamo, ci siamo sostenuti a vicenda, se fossi stato da solo gli ultimi 10k li avrei corsi a ritmo jogging.


Subito però sento forti dolori alle gambe, con molta difficoltà e tremando dal freddo raggiungo la borsa del cambio che però trovo lasciata per terra insieme a tutte le altre sotto la pioggia (grande pecca dell’organizzazione!!!). Per fortuna i vestiti all’interno sono rimasti asciutti, mi cambio, riacquisto un po’ di calore e di mobilità, tanto da riuscire a guadagnare il tavolo del ristoro finale ed ingurgitare tutto ciò che trovo a portata. Sono letteralmente frastornato e pieno di dolori muscolari, per fortuna piede e ginocchio hanno retto alla grande a questa inumana fatica. Mi separo dal Pani che è stato raggiunto dalla famiglia, e mi dirigo verso il traguardo per aspettare gli altri due Porticina.


Con stupore vedo Paolo già al traguardo con il cronometro che da poco ha superato le 4 ore (per lui sono 4h00’57’’), con il ginocchio in quelle condizioni è un miracolo che l’abbia finita, in più personale, grande prova di coraggio ed orgoglio, complimenti!!! Poco dopo arriva anche Michele in 4h09’11’’, anche per lui miglior tempo personale, nonostante tutti i suoi acciacchi!!! Ma chi siamo noi Porticina, come a Cremona tutti e 4 abbiamo demolito i personali. Poco dopo via sms sappiamo anche del tempo di Ale impegnato Torino, anche lui PB!!!


Che giornata ma che prezzo! Senza dubbio la maratona più faticosa della mia vita, sono stracontento di essere arrivato insieme al Pani e condividere con lui il record porticina sulla maratona (a parte il secondo di differenza applicato d’ufficio), che credo rimarrà inviolato a lungo. Oggi a mente fredda, con le gambe più stanche che mai (neanche dopo la prima maratona mi facevano così male) e con una caviglia dolorante forse per il pavé viscido finale, ritengo forse di aver compiuto una sana incoscienza, di essere andato oltre il mio limite. Ora riposo e recupero … fino alla prossima incosciente maratona …


Ciccio

4 commenti:

  1. Una analisi precisa, attenta e consapevole !
    Non sono però assolutamente convinto che il tempo rimarrà inviolato a lungo !
    Quel secondo brucia...vero ?

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  2. Il Fattore Ciccio equivale a oltre venti minuti guadagnati, è scientifico! Che bella corsa ci siamo regalati, sto ancora gongolando, grazie Socio!
    E tu Paolo fai il bravo...

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  3. Caro presidente non ci casco, domenica sono andato palesemente oltre il limite, e a quel secondo non ci penso proprio! Sto ancora analizzando la prestazione, credo che questa volta il cameriere sia arrivato ma con il pagamento a rate (è già qualcosa ...) le prime mini rate in corsa si sono fatte sentire senza tracolli drammatici, ora però sto pagando le altre con gli interessi (ancora serie difficoltà a camminare dopo due giorni), spero solo che non ci sia la maxi rata finale!!!
    Caro Pani la cosa è reciproca, l'ho già scritto, senza di te sarei arrivato almeno 10 minuti dopo!

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  4. ...anche questa volta sono riuscito a solleticarVi !

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