mercoledì 16 maggio 2012

Porte di Pietra 2012



MordirocciaClaudio e PietraCiccio alle Porte di Pietra. Che avventura… che odissea… quante cose ho imparato… ma andiamo con ordine. Le settimane passano in fretta e in men che non si dica si avvicina il giorno delle Porte di Pietra. Nonostante non abbia mai recuperato appieno lo sforzo della maratona di Milano, mi sento tranquillo perché sto bene, e confido nella mia preparazione, anche se sarà la gara più lunga che abbia mai fatto quindi piena d’incognite. La settimana precedente sono costantemente concentrato sui preparativi, studio metro per metro il percorso, preparo la borsa in modo scientifico, non voglio dimenticare nulla, voglio essere pronto a tutto. Raggiungo Cantalupo Ligure la sera prima con largo anticipo, mi godo la calma e la pace surreale di quel paesino di 500 abitanti che sta per ospitare circa 900 atleti tra le Porte (70K 4000m D+), le Finestre (36k 1900m D+) e il Castello di Pietra (16.7k 760m D+). Verso l’ora di cena mi raggiungono Claudio con la famiglia al completo e Roberto che parteciperà insieme a Mich e Pani al percorso più corto delle Finestre di Pietra. Ho l’occasione di scambiare con Roberto due piacevolissime chiacchiere, in fin dei conti non ci conosciamo, ma qualcosa mi dice che ne avremo di occasioni per conoscerci… Dopo la cena mi preparo per il pernottamento in palestra, a ben pensarci saranno circa 15 anni che non dormo per terra con il sacco a pelo e isolante, mi sento felice ed eccitato come un boy-scout al suo primo campeggio. Nonostante la notte sia passata meglio del previsto, credo che la mia gara sia cominciata già nel sacco a pelo, non so quanti chilometri ho percorso rigirandomi nel tentativo invano di cercare una posizione comoda…
Alle 8 si parte! Finalmente posso scaricare tutta l’adrenalina accumulata, la giornata si preannuncia molto calda, sono ben rifornito di ogni tipo di integratore che offre il commercio. Dopo un paio di salitelle utili a sfoltire il gruppo aggrediamo insieme la prima salita, la più ripida e tecnica di tutta la gara, una parete di conglomerato fantastico che offre un’aderenza perfetta! Al primo controllo e rifornimento (Roccaforte 11.8k 1140m D+) io e MordirocciaClaudio siamo ancora insieme, sono felicissimo, le gambe girano a meraviglia! Stretta di lacci alle scarpe, rabbocco d’acqua e si riparte. Dopo pochi chilometri Claudio si allontana, o meglio tiene bene il passo mentre io comincio a rallentare, va bene così, anzi comincio a pensare che forse avrei fatto meglio a rallentare prima. Al secondo controllo e rifornimento (Costa Salata 21.4k 1610m D+) si fa il pieno d’acqua poiché il successivo rifornimento sarà tra 20k circa e 1200m D+. Comincia la lunghissima cresta che, con continui sali scendi, percorre tutto lo spartiacque della Val Borbera. Il tracciato è stupendo, si alternano tratti in bosco e tratti in pratoni con scorci paesaggistici notevoli dove si può ammirare l’intero ed infinito percorso di gara. La temperatura sale e la stanchezza aumenta, lungo questo tratto si verificheranno il maggior numero di ritiri. Il mio stomaco comincia a fare i capricci, avverto le prime difficoltà ad alimentarmi. Sulla cima del Monte Buio (30.4k 2400m D+) mi concedo la prima pausa, il panorama è fantastico e mi sforzo per mangiare un panino nella speranza di rianimare il mio stomaco. Dopo 11 minuti si riparte con il sole sempre più caldo ed alto nel cielo. Finalmente guadagno con fatica la cima del Monte Antola (34.4k 2650m D+), provo sollievo perché tra pochi chilometri per di più di discesa dovrebbe esserci finalmente il ristoro. Purtroppo appena comincio a correre avverto dolori all’addome, maledizione è lo stomaco. Ovviamente mi tocca rallentare e camminare in tratti dove avrei potuto correre, inevitabilmente la velocità di marcia rallenta drasticamente ed i chilometri diventano davvero infiniti. Raggiunto finalmente il terzo controllo e rifornimento (Capanne di Carrega 40.8K 2741m D+) mi concedo un'altra lunga pausa, 13’. Mi sforzo a mandar giù una disgustosa barretta Enervit al gusto mela, e mi impongo di bere almeno un litro di liquidi. Sono circondato da atleti ritirati o che stanno pensando di ritirarsi, persone sdraiate che urlano per i crampi, sicuramente l’atmosfera non è incoraggiante, però valuto la mia condizione: indubbiamente comincio ad essere stanco, purtroppo lo stomaco è il vero problema però fin quando riesco a bere dovrei cavarmela. Le gambe mi sorreggono alla grande, nessun dolore dalle articolazioni, ovviamente ogni velleità cronometrica è saltata, quindi penso che mal che vada la cammino tutta però a Cantalupo ci arrivo. Dopodiché commetto un grave errore di valutazione del percorso; infatti penso che il grosso delle salite sia ormai alle spalle, invece ero solo a poco più di metà del dislivello da compiere…  Insieme ad alcuni superstiti riparto pensando solo al successivo rifornimento tra “soli” 9K valutando insieme agli altri  il tempo necessario. Qualcuno sentenzia un’ora, ma viene subito zittito con una grossa risata, forse stamattina ci avremmo messo un’ora, in queste condizioni almeno 1.5/2 ore… ci impiegherò 2.5 ore… Supero il Monte Carmo, poi il Monte Legnà, poi il Monte Cavalmurone, tra di questi inoltre ci sono altre piccole cime senza nome. In questo tratto il paesaggio è prevalentemente erboso, lo sguardo si perde all’orizzonte cercando il percorso di gara, ma in qualunque direzione osservi trovo solo creste infinite. Il digiuno forzato ormai da alcune ore affievolisce progressivamente le mie forze, ne sento la mancanza soprattutto in salita. Raggiungo sempre più stanco il quarto punto di controllo e rifornimento (Capanne di Cosola  49.2K 3545m D+), e per la prima volta nella mia “carriera” di runner mi si prospetta il fantasma del cancello orario. Al controllo precedente avevo due ore di margine, ora ne ho poco più di una, in soli 9k mi sono mangiato quasi un’ora. Non perdo tempo, rabbocco le borracce e via di nuovo, subito in salita. È la volta del Monte Chiappo e poi il Monte Ebro, cima Coppi del percorso. Su quest’ultima salita lo stomaco mi abbandona definitivamente, comincia una lunga discesa che entra nel bosco, appena accenno a correre l’addome urla in preda a crampi e spasmi. Mi viene il fiatone, ho il formicolio alle labbra, cominciano a tremarmi le mani, mi preoccupo. Intravvedo uno spiazzo e decido di fermarmi, mi accorgo che ci sono delle persone ad un casolare, mi butto a terra, comincio a tremare tutto. Un signore percepisce nel mio sguardo la richiesta di aiuto e corre in mio soccorso, la prima cosa che gli chiedo è se ha una macchina. Lui mi risponde di si con una certa titubanza, più tardi capirò la ragione di quella titubanza; il percorso in quel tratto ha valicato lo spartiacque, pertanto per raggiungere la base con la macchina si dovrebbe fare un lungo tragitto passando addirittura da Tortona. Mi trascina dentro il casolare (che poi scopro essere il Rifugio Orsi), mi sdraio su una panca vicino alla stufa a legna, mi riposo per circa venti minuti, recupero calore e smetto di tremare, evidentemente nel bosco umido, con il sole ormai al tramonto, avevo perso tutto il calore accumulato durante la giornata sotto il sole cuocente. Infine un tazzone di thè caldo al limone con un quintale di zucchero compie il miracolo e mi si riapre lo stomaco. Ingurgito tutti gel che avrei dovuto mangiare nelle ore precedenti, bevo oltre un litro di acqua, letteralmente resuscito. Non smetterò mai di ringraziare quegli angeli custodi del Rifugio. Mi copro e con nuove energie riprendo la gara. Mi metto a correre, raggiungo un gruppetto poco più avanti e prendo il loro passo, l’unione fa la forza. Valichiamo le ultime due cime della giornata, il Monte Gropà e il Monte Giarolo, dal quale comincia la lunghissima discesa fino all’arrivo (10K). Ormai è tardi, gli SMS di incitamento degli amici da casa funzionano, avviso Claudio che avrà ormai già fatto la doccia, che sono molto in ritardo e di non aspettarmi. Il sole è tramontato, passo dentro ad una faggeta secolare dove una grande varietà di uccelli sta cantando, sembra uno di quei CD newage, fantastico! Raggiungiamo il quinto ed ultimo controllo (Piani San Lorenzo, 65.8K 3850m D+), ultimo rabbocco d’acqua, indosso la frontale e di nuovo giù verso l’arrivo. Alterno la corsa al cammino e finalmente dopo ore di attesa intravvedo il paese. Corro tra le stradine di Cantalupo Ligure desolate con una gioia immensa, mi accorgo di avere la lingua di fuori, come un vezzo per dimostrare la mia felicità. I pochi rimasti all’arrivo battono le mani, evviva ce l’ho fatta!!! Ultima sorpresa, all’arrivo trovo Luigi, il salumaio di Morgex, il mio grande amico della Val d’Aosta, ha fatto le Finestre e non mi ha detto niente per farmi una sorpresa!!!
14h13’, un tempo alto ma oggi mi sento di aver compiuto una piccola impresa, il caldo ha reso durissima una gara già di suo molto faticosa, i numeri parlano chiaro, su 308 partiti 112 ritirati. Claudio strepitoso ha chiuso in poco più di 11h, sei proprio forte uomo! Complimenti anche a Roberto che ha portato a termine le finestre in 6h26’. Purtroppo non sono riuscito ad incontrare Pani e Mich, e mi dispiace molto per loro che non siano riusciti a chiudere la gara, ci rifaremo l’anno prossimo!
Nonostante tutto sono estremamente contento e soddisfatto, il bilancio della gara è decisamente positivo. Organizzazione ottima, percorso fantastico, molto vario mai noioso, si alternano continuamente tratti in boschi di varia natura con pratoni panoramici. A parte il primo tratto le pendenze non sono mai eccessive, ad averne ce ne è da correre, bisogna anche essere abituati ai continui cambi di ritmo. Sono molto soddisfatto di aver tenuto duro fino alla fine, e di come sono riuscito a gestire la crisi. Ho imparato molte cose, una bella lezione di umiltà, ora penso solo al Valdigne, e a come gestirò meglio le energie soprattutto all’inizio!
Alla prossima uomini!
Ciccio


MordirocciaClaudio e PietraCiccio alla partenza

La prima salita alla Croce degli Alpini molto ripida

Croce degli alpini

Monte Buio 30.4k 2400m D+

Monte Antola 34.6k 2650m D+

Terzo ristoro, Capanne di Carrega
Dalla cima del Monte Carmo si vede la lunghissima cresta

Ultima salita, Monte Giarolo

3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. La partenza alle 14 non ci ha di certo aiutato e il caldo mi ha ammazzato !!! ricordate milano 2011? Comunque l'anno prossimo ci sono sicuramente chissà se proverò la lunga ...
    Comunque complimenti e tutti i porticina finisher!

    RispondiElimina
  3. Mi iscrivo subito al Fan Club "Formicolio alle Labbra"...
    Come scriveva la maestra sul quaderno dei compiti "BRAVISSIMO !!!"

    RispondiElimina